AGRICOLTURA BIOLOGICA

Prendendo come spunto iniziale l’agricoltura biodinamica e naturale, è possibile dire che l’agricoltura biologica ha fatto un grande lavoro, dando alla società una nuova presa di consapevolezza in merito ad un rapporto più equilibrato tra uomo e natura, ponendosi in antitesi all’agricoltura tradizionale.

Anche l’agricoltura biologica come l’agricoltura naturale è più rivolta all’elemento “terra”, tralasciando aspetti di interazione riguardanti il sole, la luna e le costellazioni con le forze che ne derivano. Inoltre, ponendosi in mercati più ambi rispetto all’agricoltura naturale ha dovuto ideare soluzioni più radicali per fronteggiare i normali problemi che possono incorrere coltivando e allevando.

L’agricoltura biologica, allo scopo di standardizzare un metodo produttivo indispensabile nella fornitura della grande distribuzione, è dovuta scendere a compromessi. Ad esempio consente l’uso del verderame, del piretro e dell’azoto organico di spinta; tutti elementi sicuramente utili per mantenere un profilo reddituale, ma sui quali chi scrive ha un parere non troppo positivo.

Degne di nota sono quelle aziende che pur rimanendo nel circuito “del biologico” decidono di attuare un “biologico stretto”; eliminando pratiche che pur consentite in questo circuito minano la biodiversità e l’equilibrio dell’ambiente.